sabato 22 ottobre 2011

Trentino, malghe e downhill bike per una natura incontaminata


La lingua italiana nasconde davvero dei tesori: piccole chiavi semantiche che aprono mondi da sogno, specialmente dal punto di vista turistico. Provate a cercare le parole “malghe Trentino” su un qualsiasi motore di ricerca: vi imbatterete sicuramente in piccoli gioielli organolettici. Ebbene si, visto che si parla di luoghi nei quali consumare i piatti della tradizione trentina. In particolare parliamo di alpeggi, di vere e proprie fattorie, non agriturismi, nei quali i turisti possono recarsi per osservare la natura,  stare a contatto con gli animali.

E poi lasciarsi andare a veri e propri viaggi nella  tradizione enogastronomica. E’ inutile prendersi in giro, il sapore che può avere un piatto autoctono, difficilmente è riscontrabile al di fuori dei luoghi nei quali gli ingredienti vengono creati ed allevati. Anche  se la stessa ricetta viene fatta in casa. La naturalezza dell’allevamento diretto, biologico, effettuato “sulla terra” e non di batteria, è difficilmente riproducibile. Se si ha quindi l’occasione di poter visitare una malga, la si deve poter cogliere al volo.

Se si è abbastanza sportivi e coraggiosi, ci si può dedicare ad un nuovo modo di concepire la bicicletta. Fare downhill bike in Trentino è una delle attività più semplici del mondo, non solo per una forte tradizione ciclistica della regione, ma perché in particolare questa specialità viene coltivata con amore  e passione, essendo stata la zona in passato luogo ospitante di una importante manifestazione mondiale ad essa collegata.

Nessun commento:

Posta un commento