sabato 11 giugno 2011

Ristorazione collettiva, la garanzia del made in Italy

Con i numerosi casi di virus, batteri e malattie che negli ultimi anni hanno attaccato i cibi e gli alimenti, provocando diverse vittime umane sparse in tutto il mondo diventa sempre più necessario essere consapevoli della provenienza del cibo che si consuma. Dalla mucca pazza alle uova alla diossina, dalle mozzarelle blu ai polli con l’aviaria fino ad arrivare al batterio killer di questi giorni che ha invaso la Germania, e che dopo essere stato associato erroneamente ai cetrioli, adesso in attesa di conferme pare che sia stato veicolato attraverso i germogli di soia. Alla luce di questi accadimenti è fondamentale per tutti acquisire una maggiore dimestichezza e consapevolezza nel sapere leggere correttamente le etichette poste sugli alimenti, affidandoci a cibi sicuri. In Italia i controlli sugli alimenti sono tra i più avanzati a livello mondiale. Inevitabile in questo caso la valorizzazione dei cibi prodotti all’interno dei nostri confini nazionali, in quanto il made in Italy, soprattutto nel cibo è sinonimo di qualità.

Prodotti nostrani che devono essere la base della nostra alimentazione, così come devono costituire la colonna portante dei vari servizi di ristorazione collettiva messa in pratica dalla numerosa serie di soggetti che opera nel campo della ristorazione nel nostro Paese. I dettami della cucina italiana diventano fondamentali soprattutto per quanto riguarda la ristorazione scolastica. Mangiare sano, seguendo un’alimentazione equilibrata è uno dei doveri morali, e non solo, in quanto imposti da espliciti atti normativi, che le aziende di catering e ristorazione devono sempre mantenere. La cucina italiana rappresenta una delle migliori garanzie a molte delle preoccupazioni dei genitori su quello che i loro figli mangiano nelle mense delle scuole.

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