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giovedì 15 settembre 2011

WeMask: un social network per utenti in maschera



WeMask è orgoglioso di presentare i risultati della campagna teaser lanciata a luglio: più di 50 mila contatti attraverso il video su YouTube, più di mille “Mi piace” sulla pagina Facebook e migliaia di accessi quotidiani al sito web. Su la maschera! in particolare, il trailer cinematografico che segna il debutto sullo schermo di Lady Mary, in poco più di un mese ha superato le 50,000 visualizzazioni ed i 1,900 “Mi piace”, mentre il canale YouTube ha superato le 400 iscrizioni.

La community WeMask è un progetto tutto italiano (in versione beta da marzo 2011) basato sulla partecipazione di utenti in maschera. La maschera è lo strumento che da sempre permette di costruirsi e di vivere una diversa identità, e la piattaforma di WeMask consente ai suoi utenti di condividere e quotare foto, video, post e commenti. Un vero e proprio social network. L'idea è quella di aprire ed estendere uno spazio di libera espressione tra quanti desiderano condividere esperienze, passioni, aspirazioni e sfoghi grazie ad un travestimento, e magari ad un'identità più autentica, più vera.

WeMask è un social network gratuito, non un sito di incontri. Per testarne alcune funzioni di base infatti non occorre seguire la noiosa trafila dell'iscrizione: è sufficiente cliccare “entra come ospite” dalla home. E poi partecipare è facilissimo! Basta scegliere una maschera, registrarsi, ed essere semplicemente (e finalmente) se stessi! La versione multilingue del sito sarà implementata nel 2012 con l'obiettivo di allargare ancora la comunità di utenti. La pagina Facebook ed il canale Twitter forniranno ulteriore supporto alla community, con la pubblicazione di curiosità tra cui “L'intervista al masker” (questo mese: Falgomar) con il fine di coinvolgere quanti più utenti possibile. Anche te, perché no?

WeMask: su la maschera!

L'attività è ideata e realizzata da MagillaGuerrilla, un network di specialisti di comunicazione non convenzionale che si occupa dello sviluppo di campagne di di guerrilla, viral e socialmedia marketing.

venerdì 12 agosto 2011

SEO + Social Media: strategia vincente di marketing online

La forte crescita delle comunità virtuali, ed in particolare dei social network, è un fenomeno che ha modificato profondamente l’assetto di Internet portando alla nascita della Social Search (Ricerca Sociale), un nuovo modo di concepire le ricerche nel Web in base al quale la rilevanza dei risultati della ricerca è influenzata dalle interazioni e dai contributi liberi espressi dagli utenti attraverso i social media.

La social search, quindi, si fonde con i metodi di ricerca tradizionali per fornire risposte sempre più precise, complete e soddisfacenti alle richieste degli utenti.

Ne consegue che per ottenere una solida presenza online è necessario affiancare alla SEO -ottimizzazione e posizionamento siti internet nei motori di ricerca- il Social Media Marketing, facendo lavorare insieme queste due strategie per creare e rafforzare la presenza online delle aziende e produrre risultati in termini di visibilità e promozione maggiori rispetto a quelli che potrebbero ottenere singolarmente.

Questo si può ottenere, appunto, solo unendo e sfruttando le potenzialità e le qualità proprie di ciascuna strategia.

Uno degli obiettivi principali della Search Engine Optimization (SEO) è quello di indirizzare traffico mirato verso i siti web. Il Social Media Marketing, invece, permette di stabilire relazioni dirette tra le aziende ed il loro pubblico di riferimento. Quando le due strategie lavorano insieme si può ottenere un flusso costante di visitatori qualificati e ben disposti a venire sul proprio sito.

Ad esempio, un buon modo per portare traffico al sito o blog aziendale consiste nel pubblicare frammenti di ogni nuovo post all’interno dei social network, come Facebook, Twitter e LinkedIn, avendo cura di inviare solo un paragrafo o un abstract e non tutto l’articolo, così da spingere i visitatori a lasciare la pagina del social network e collegarsi al sito per finire di leggere il post. Le possibilità di conversione dei visitatori sono maggiori una volta che sono sul blog o sul sito rispetto a quando si trovano sul profilo sociale, ma ottimizzando bene quest’ultimo si ottiene l’effetto di incoraggiare gli utenti, soprattutto se già orientati al consumo, a visitare spontaneamente il sito per approfondire, agevolando la fase di conversione in clienti.

È importante ricordare, però, che i social media devono indirizzare il traffico verso il sito principale (e non il contrario!) e che promuovere i profili sociali non dovrebbe essere un obiettivo principale del sito.

Combinare SEO e social media, inoltre, consente di aumentare la presenza online dell’azienda e di accrescere la notorietà e la riconoscibilità del marchio.

Avere un sito internet ben posizionato e mantenere gestire attivamente diversi profili nei social network incrementa notevolmente le possibilità di comparire in buone posizioni nelle SERP dei motori di ricerca occupando più risultati in quanto, accanto alle pagine interne del sito (o blog), possono comparire anche la pagina di Facebook, l’account di Twitter, il profilo di LinkedIn, ecc. I profili sociali, infatti, al pari di qualsiasi altro profilo aziendale, possono concorrere a comporre le pagine dei risultati nei motori di ricerca, aumentando in tal modo la presenza online e la visibilità del marchio aziendale.

In conclusione, SEO e Social Media Marketing sono due discipline strettamente legate tra di loro, più di quanto si è soliti pensare. Riuscire a combinarle nella maniera opportuna permette di ottenere una strategia di Web Marketing molto più potente e completa capace di rispondere efficacemente alle nuove esigenze della rete nell’ambito della ricerca sociale.

lunedì 21 febbraio 2011

Il seminario in guerrilla, viral e social media marketing

Sono aperte le iscrizioni al primo seminario in Guerrilla, Viral e Social Media Marketing di Bloguerrilla che si terrà il 15 e 16 aprile presso la libreria Flexi in via Clementina 9 - Roma. Il corso di 16 ore coordinato e promosso da Fabio Antonacci aka fables ha l'obiettivo di fornire ai manager un bagaglio indispensabile di strumenti per migliorare la reputazione del proprio brand e, insieme, di presentare agli studenti e agli addetti ai lavori lo scenario di possibilità che il marketing non convenzionale crea all'interno del settore. Tra i docenti si trovano alcuni tra i più attivi professionisti del marketing non convenzionale, ai quali è affidato il compito di affrontare tre aree tematiche esplorando le teorie, le tecniche e le case history più interessanti da condividere e da commentare insieme. E per chi twitta o pubblica la notizia sul proprio blog è previsto uno sconto sull'iscrizione.

Francesco Ghigliotti, co-founder di MagillaGuerrilla, introdurrà prima le origini culturali, le teorie e le tecniche del guerrilla marketing per poi soffermarsi sulla pianificazione e sviluppo delle campagne di marketing non convenzionale.
Mauro Lupi, responsabile della division digital di Ammiro, analizzerà lo scenario delle nuove piattaforme sociali in Italia, la loro influenza sulle strategie di marketing, sul monitoraggio della reputazione e sulla gestione delle conversazioni.
Gianluca Arnesano, founder di FrozenFrogs, presenterà i processi di viralizzazione, l’evoluzione del concetto di viral, il ciclo di una campagna di Word Of Mouth ed i risultati di una campagna in termini quantitativi e qualitativi.
Agli interventi dei docenti seguiranno le testimonianze di due responsabili di alcune tra le più fortunate campagne di marketing non convenzionale: Luca Cardin, fondatore di Terra! Onlus (che presenterà le operazioni di social guerrilla dell'associazione ambientalista) e Federico Mauro, direttore artistico di Fandango, (che analizzando le strategie di promozione dei prodotti cinematografici, si soffermerà sul il lancio del film “Qualunquemente“).

Fabio Antonacci, dopo un’esperienza di due anni nella web agency AdMaiora, fonda nel 2007 bloguerrilla.it, uno dei punti di riferimento dell'informazione di settore, ha collaborato inoltre a numerosi progetti di comunicazione con l'agenzia g-com di Bologna ed è stato redattore per il magazine Subvertising. Nel 2009 ha fondato il network di professionisti MagillaGuerrilla specializzato in marketing non convenzionale. Partecipa in veste di docente a corsi di formazione e Master universitari, interviene come esperto di guerrilla marketing all’interno del programma radiofonico di Radio24: Il Riposo del Guerriero.

Bloguerrilla è un blog nato nel 2007, un punto di riferimento e di incontro per chi studia il guerrilla marketing, che si oppone “ai gessetti e ventoselle”, ovvero a quelle forme di marketing (non-)convenzionale presentate con il catalogo.

lunedì 14 febbraio 2011

Commercio elettronico e social media marketing

La massiccia diffusione dei social network -Facebook, Twitter, Linkedin, solo per citarne alcuni- negli ultimi anni ha rivoluzionato in maniera decisa il modo di concepire e di vivere il Web da parte di tutte le tipologie di utenti della rete. Questi potenti strumenti di comunicazione sono penetrati talmente a fondo nel tessuto sociale di Internet da diventare il principale canale di confronto e condivisione non filtrato a cui milioni di persone fanno quotidianamente riferimento.

Appare ben chiaro, quindi, il ruolo strategico di particolare rilievo che i social media assumono nelle strategie di marketing o, per meglio dire, di social media marketing, delle aziende presenti sul Web, per le quali, grazie ad essi, si apre un ampio ventaglio di vantaggiose opportunità per fare informazione, pubblicità e per promuovere e vendere i propri beni e servizi.

Nell'ambito del commercio elettronico, i social media stanno influenzando il modo di fare business online con crescita esponenziale, soprattutto grazie ai diversi livelli di integrazione possibili tra i social network e le maggiori piattaforme ecommerce presenti sul mercato. I clienti puntano sempre di più alla condivisione dei dati, mostrando quello che stanno facendo e le cose che desiderano. Portare le persone a condividere i prodotti del proprio sito ecommerce sulle reti sociali è un ottimo modo per intercettare traffico profilato e per far arrivare nuovi clienti nel proprio shop.

In questo scenario, i social media diventano un importante mezzo di integrazione, conversazione e fidelizzazione dei clienti, capace di condizionare, positivamente o negativamente, la propensione all'acquisto da parte degli utenti. Possono inoltre essere utilizzati come piattaforme CRM (Customer Relationship Management) con le quali dare supporto ed assistenza post-vendita al cliente e mediante cui controllare e gestire al meglio situazioni che potrebbero danneggiare l'immagine del sito di commercio elettronico, anche irrimediabilmente.

La presenza sui social network per un sito ecommerce è, quindi, un'attività da non trascurare che, se ben gestita, permette di aprire un dialogo e una comunicazione efficace con il proprio mercato di riferimento, contribuendo a promuovere e rafforzare il proprio brand e ad incrementare significativamente l'engagement e la fidelizzazione della clientela.

Affinché commercio elettronico e social media diventino un binomio vincente, è necessario affiancare all'obiettivo primario dell'ecommerce, la vendita, il principale punto di forza dei social network, la condivisione. Questa è la chiave di volta per la riuscita ottimale di una valida strategia di social media marketing applicata al commercio elettronico.

Il primo passo da compiere è, ovviamente, attivare ed impostare gli account per i social media a cui si è interessati. Se ci si sta avvicinando per la prima volta a questo mondo, la migliore cosa da fare è concentrarsi inizialmente solo su uno o due social network, così da poterli seguire in modo attivo e costante. È inutile e deleterio creare una miriade di profili social che poi non si riescono a gestire in maniera seria. Si potrebbe partire con Facebook e Twitter, i due servizi attualmente più diffusi ed utilizzati, iniziando a creare la propria comunità di fan e follower. Successivamente si può ampliare il raggio d'azione sfruttando le potenzialità e le caratteristiche specifiche di altri social network, come ad esempio YouTube e Flickr, rispettivamente per la condivisione di video e di immagini. E così via.

Poi si deve procedere con l'inserimento dei pulsanti di condivisione sul sito ecommerce, quelli che permetteranno agli utenti di condividere la loro esperienza di navigazione e di acquisto con i propri contatti. Nel caso di Facebook e Twitter si tratta dei tipici bottoni "Mi piace" e "Tweet". La presenza e le posizione di questi pulsanti sono fondamentali e possono aumentare le conversioni del sito. Per esempio, è fortemente consigliato inserire i pulsanti di condivisione nella scheda del prodotto ed in quelle parti del sito dove l'utente può lasciare recensioni o commenti.

Bisogna cercare di fornire agli utenti un ricco insieme di contenuti relativi ai prodotti in vendita (immagini, video, schede, recensioni, ecc) così da favorirne la condivisione in rete. In tal senso la presenza di video sui canali di video sharing (in primis YouTube) può aggiungere un notevole fattore virale alle pagine dei propri prodotti ed incrementare la propensione all'acquisto.

Altro aspetto fondamentale, vero e proprio fulcro di un'attività di social media marketing nel commercio elettronico, è quello di non pensare solo alla vendita. All'interno di una rete sociale è importante essere utili alla comunità, fornendo non solo link d'acquisto ma anche notizie, curiosità, approfondimenti, storie di altri clienti, quel genere di cose in grado di interessare e spingere a condividere. L'obiettivo è coinvolgere ed interagire quotidianamente con gli utenti, rendendoli partecipi delle attività sociali promosse, invitandoli a commentare, chiedendo loro pareri ed opinioni.

Infine, è necessario tenere traccia delle attività degli utenti, monitorare le loro azioni ed analizzare i dati che è possibile raccogliere attraverso i social network: da dove i visitatori del sito ecommerce condividono i prodotti, quali contenuti condividono, su quali link cliccano maggiormente, ecc. Ciò permette di correggere ed ottimizzare la campagna di marketing, migliorare l'attività di vendita online, stimare le conversioni e misurare il ROI, il ritorno sull'investimento. Si tratta di operazioni delicate e piuttosto complesse che è bene far seguire da esperti in realizzazione ecommerce e web marketing se non si dispone delle giuste competenze.

mercoledì 21 gennaio 2009

Top 10 Musei in Europa



trivago.it, social travel network europeo ha stilato la classifica dei musei piu’ cliccati d’Europa, attrazioni preferite per brevi fuori porta nella stagione invernale.

Qui la top-10 dei musei che i viaggiatori europei cercano con piu’ frequenza su trivago:

1. Madame Tussauds – Museo delle cere, Londra

Madame Tussauds apri’ per la prima volta a Londra oltre 200 anni fa a Baker Street, ma si trasferi’ nell’attuale Marylebone Road in 1884. Al mondo ci sono solo otto musei di cera Madame Tussauds e, nonostante la si tratti di un’attrazione piuttosto datata a Londra, continua a riscuotere un notevole successo, sia in rete che nella realta’, con lunghe file all’ingresso. Dai reali alle stars, i visitatori possono vedere un po’ di tutto e, in piu’, nel 2009 la collezione ha incluso anche una statua di Barack Obama, disponibile dal 15 Gennaio, e del campione britannico di Formula 1, Lewis Hamilton.


2. Louvre, Parigi

Il museo del Louvre si trova nell’omonimo Palazzo che fu originariamente una fortezza nel 12mo secolo. Il Louvre é uno dei piu’ grandi musei al mondo (210,000 mq), nonche’ il piu’ visitato con ben 8.5 mln di visitatori nel 2008. Il museo raccoglie dipinti e sculture di tutte le scuole artistiche europee dal XIII fino al XIX secolo. Oltre alla famosa Gioconda di Leonardo Da Vinci, dipinto-icona piu’ celebre, da qualche anno una delle attrazioni piu’ visitate é la piramide di vetro dell’architetto Leoh Ming Pe, scenografia chiave di uno dei libri piu’ venduti al mondo, il Codice da Vinci di Dan Brown.

3. The British Museum, Londra

Il British Museum é famoso in tutto il mondo per la sua importante collezione storico e archeologica. In 94 gallerie ci sono oltre 7 mln di oggetti provenienti da tutto il mondo. Qui si possono trovare tesori di inestimabile valore come il Parthenon Marbles, the Rosetta Stone, cosi’ come le mummie egiziane, perfettamente conservate. A partire dal nuovo millennio, il museo é stato implementato con la Queen Elisabetta II Great Court, la piu’ grande piazza coperta in Europa.

4. Museo Nacional del Prado, Madrid

Il Museo del Prado é uno dei piu’ vecchi musei europei, costruito nel 1819. Il museo é una delle piu’ raffinate collezioni d’arte Europe con i maestri spagnoli, Velázquez, Goya e El Greco, gli artisti italiani, Raffaello e Tiziano, e l’artista fiammingo, Rubens. E’ il museo piu’ frequentato a Madrid.

5. The London Dungeon, Londra

In questo museo si puo’ vedere il lato oscuro di Londra. Il Dungeon ha aperto nel 1976 come semplice museo degli strumenti di tortura, oggi si possono seguire ben 40 performances di sangue e morte, ricostruite con attori e scenografie. Tra classici e nuovi killers, fantastici o realmente esistiti, si puo’ seguire la storia di Jack Lo Squartatore e del barbiere Sweeney Todd.


6. “Miniaturwelt Wunderland“, Amburgo

Il “Miniaturwelt Wunderland“, di Amburgo é il piu’ grande plastic ferroviario al mondo, comandato in digitale. Il museo si trova nei famosi magazini Speicherstadt di Amburgo ed é una della attrazioni piu’ visitate della Germania. Il museo é diviso in sette sezioni, che mostrano – con grande cura per il dettaglio – versioni in miniatura delle tedesche Harz, Hamburg e Knuffigen (citta’ fittizia), cosi’ come, America, Scandinavia e Svizzera.


7. Anne Frank Museum, Amsterdam

Il museo di Anne Frank, aperto dal 1960, é stato ricavato nel nascondiglio della piu’ celebre famiglia ebrea di Amsterdam, i Frank, che negli anni ’40 qui trovo’ un rifugio per sfuggire alla follia nazista, ricavando un rifugio nel retro. Durante la Guerra, Anne Frank, scrisse qui il suo diario, oggi esposto nella collezione del Museo. Nel 2008 oltre 1 mln di persone hanno visitato la vecchia abitazione, al numero 267 del Prinsengracht, e i luoghi dove la giovane Anne si nascose per oltre due anni.

8. Galleria degli Uffizi, Firenze

La Galleria degli Uffizi, con una media di 1.7 mln di visitatori all’anno, é uno dei Musei piu’ visitati in Italia. Ospita una accurata selezione delle piu’ importanti opere d’arte italiane, dal Medioevo al Rinascimento. 1,700 dipinti, 300 sculture e centinaia di opere d’arte sono distribuite in oltre 45 stanze. Il museo, situato in Piazza della Signoria a Firenze, venne fondato nella meta’ del 500. Tra le opera d’arte piu’ note, “L’adorazione dei magi”, “Primavera”, e “La nascita di Venere” del Botticelli.

9. Sex Museum, Amsterdam

Il Sex Museum si trova ad Amsterdam nella Damrak, una delle strade principali della citta’ olandese. La “Venustempel” contiene una collezione di dipinti erotici, sculture e artefatti. Il Sex Museum é il manifesto di un’Olanda libera e sessualmente emancipata e accompagna il visitatore in un percorso storico su usi e abitudini sessuali nel corso delle epoche.


10. Centre Georges Pompidou, Parigi

L’idea di costruire questo museo di arte moderna e contemporanea, il piu’ famoso in Francia, venne al presidente francese, Georges Pompidou. Il Centro Pompidou venne realizzato nel 1977 con un design particolarmente innovative per l’epoca, grazie al genio artistico degli architetti Piano e Rogers. Nel Centre si possono trovare tutte le piu’ importanti opera. In piu’ vi é anche una libreria pubblica e l’Istituto della Ricerca musicale ed acustica. Negli ultimo sono state realizzate le mostre , “Dali” (1980), “Kandinsky” (1984), “Matisse” (1993), “Joseph Beuys” (1994) and “Francis Bacon” (1996).

Questa classifica é stata stilata secondo le preferenze (click) alle schede delle attrazioni su trivago.it.

Il grafico-classifica dei top-10 potete trovarla qui