mercoledì 21 settembre 2011

Titanio alla radice, perfezione alla vista


Per lungo tempo la scelta più diffusa nella sostituzione di un dente è stato il classico, e famigerato, ponte. Negli ultimi anni, invece, si è imposta progressivamente un’alternativa importante: l’impianto, una sorta di “radice artificiale”, frutto della ricerca scientifico-tecnologica sviluppata dall’implantologia dentale. Sono molti gli odontoiatri che ne riconoscono la validità, tanto che l’inserimento di un ponte diventa spesso una seconda scelta, qualora manchino le condizioni necessarie per effettuare un intervento di tipo implantare. 

La presenza di strumentazioni sempre più sofisticate negli studi dentistici - apparecchi TC per la tac digitale, fresatori cad-cam, software per elaborazioni grafiche in 3D, ecc. – consente di gestire meglio e più velocemente le problematiche dei pazienti. Le possibilità di errore svaniscono e si riducono i tempi stessi delle visite in studio. La produzione di impianti in titanio o zirconio, sormontati da corone di porcellana, ha toccato livelli di precisione altissimi, anche estetici, tali che difficilmente la sola mano dell’uomo, seppur capace e professionale, potrebbe raggiungere. Inoltre, i materiali utilizzati sono perfettamente compatibili con il tessuto osseo, quindi del tutto privi del rischio rigetto.

Tuttavia, nonostante la soluzione implantare abbia successo in 90% dei casi circa, non tutti i pazienti se la possono permettere, almeno sul piano clinico: una pessima igiene orale, malattie come l’osteoporosi, il diabete e patologie cardiovascolari varie - per esempio - la proibiscono. Nemmeno ai fumatori accaniti è concessa: il fumo di sigaretta, da solo, dimezza le probabilità di efficacia dell’impianto nel lungo periodo. E i costi? In Rete si possono raccogliere diverse informazioni in proposito cliccando “implantologia dentale costi”: studi internazionali e pluriennali hanno dimostrato che, rispetto alle protesi tradizionali, il binomio costi/benefici pende a favore degli impianti dentari, e quindi, in definitiva, dei pazienti.

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