“Affitto
Bologna”: due parole che nell’immaginario dei fan di Enrico Brizzi hanno
sicuramente risuonato nella mente almeno una volta. E’ impossibile farne a meno
se si è letto il libro “Jack frusciante è uscito dal gruppo”. Soprattutto se si
è degli abitanti di una metropoli come Roma o Milano. L’idea di potersi muovere
in bicicletta senza il timore di essere schiacciati ed uccisi da un fiume di
auto, la bellezza di poter correre sotto i portici e corteggiare la propria
metà: con molta probabilità difficilmente un cittadino bolognese avrà un idea
così romantica della propria città.
Fatto tutt’altro che difficile per chi, questo agglomerato
urbano, lo ha sognato grazie al libro. Bologna, almeno su carta, è la città a
misura di uomo: affitti non troppo cari, traffico quasi inesistente rispetto a
città più grandi con le quali fare il paragone ma soprattutto un retaggio
culturale immenso che parte dai suoi poli universitari e che si conclude
naturalmente con tutti gli artisti che in qualche modo, di nascita o di
riflesso l’hanno resa grande.
Non bisogna pensare però che cercare su un motore di ricerca
specializzato “case
Imperia” (ad esempio, n.d.r) possa rappresentare una scelta di poco lustro.
Parliamo infatti delle cinque terre, di uno degli scorci dello stivale italiano
più belli in assoluto. E poco male se non suona romantico nel senso classico
del termine: la cittadina attuale è la fusione, avvenuta negli anni venti del
secolo scorso di due cittadine centenarie: i suoi contributi d’arte sono
davvero impressionanti.
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