mercoledì 19 ottobre 2011

Bologna e Imperia: a vincere è il romanticismo


Affitto Bologna”: due parole che nell’immaginario dei fan di Enrico Brizzi hanno sicuramente risuonato nella mente almeno una volta. E’ impossibile farne a meno se si è letto il libro “Jack frusciante è uscito dal gruppo”. Soprattutto se si è degli abitanti di una metropoli come Roma o Milano. L’idea di potersi muovere in bicicletta senza il timore di essere schiacciati ed uccisi da un fiume di auto, la bellezza di poter correre sotto i portici e corteggiare la propria metà: con molta probabilità difficilmente un cittadino bolognese avrà un idea così romantica della propria città.

Fatto tutt’altro che difficile per chi, questo agglomerato urbano, lo ha sognato grazie al libro. Bologna, almeno su carta, è la città a misura di uomo: affitti non troppo cari, traffico quasi inesistente rispetto a città più grandi con le quali fare il paragone ma soprattutto un retaggio culturale immenso che parte dai suoi poli universitari e che si conclude naturalmente con tutti gli artisti che in qualche modo, di nascita o di riflesso l’hanno resa grande.

Non bisogna pensare però che cercare su un motore di ricerca specializzato “case Imperia” (ad esempio, n.d.r) possa rappresentare una scelta di poco lustro. Parliamo infatti delle cinque terre, di uno degli scorci dello stivale italiano più belli in assoluto. E poco male se non suona romantico nel senso classico del termine: la cittadina attuale è la fusione, avvenuta negli anni venti del secolo scorso di due cittadine centenarie: i suoi contributi d’arte sono davvero impressionanti.

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