domenica 29 aprile 2012

Un rinforzo per abiti e accessori: la flisellina


Il suo nome è stato coniato dall'industria tedesca Freudenberg, che iniziò a commercializzarla nel secondo dopoguerra. Negli anni Cinquanta veniva usata come sottogonna al posto della crinolina. È la flisellina, un materiale particolare e forse sconosciuto ai “non addetti ai lavori”, ma molto utile, specie per chi si avvicina al mondo del ricamo e cucito. La flisellina è una sorta di tessuto non tessuto, molto simile al feltro, ma di certo più leggero, sottile e rigido. 

Viene usato come elemento di rinforzo per vestiti, borse, accessori, in alcune loro parti o rivestendoli completamente con un'interfodera fatta, appunto, di flisellina. Ce ne sono di diversi tipi, utilizzati per cuciture manuali o con macchine ricamatrici: la flisellina a strappo, da ritagliare, idrosolubile, termosolubile, termoadesiva, ecc. Nell'arte del cucito e del ricamo non è cosa da poco “fissare” i punti deboli o da irrigidire di abiti e accessori. Materiali come la flisellina consentono infatti di strutturare meglio i modelli rendendoli più duraturi e sempre “in forma”. 

Nel caso di un paio di pantaloni o di una gonna, potrà essere rinforzato il punto vita, mentre per una giacca sarà necessario irrobustire quanto basta la scollatura e, in linea generale, tutto il taglio anteriore del capo, tasche comprese. Per una camicia, invece, basterà strutturare collo e polsini. Tuttavia, qualsiasi tipo di flisellina si intenda impiegare è bene fare attenzione alla sovrapposizione del materiale alla stoffa. La consistenza del tessuto di destinazione della flisellina è un fattore cruciale: esso dovrà sempre essere più spesso dello strato di flisellina al fine di ottenere un lavoro a regola d'arte e invisibilmente resistente.

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